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mercoledì 17 dicembre 2014

Waitingforchristmas2014 on milano street - 8Night to Christmas c'è Natale nell'aria -Christmas is in the air e..

Waitingforchristmas2014 on milano street - 8Night to Christmas
c'è Natale nell'aria -Christmas is in the air e...




Prove Tecniche Canon Ottiche  EFS 18-55 + Zoom lens EF 75-300 III +  grandangolo macro Oting 58-52 S HD conversion






Raw conversion FSViever  & ImageBrowser EX Canon P.P. Picture Style Editor Canon









.....c'è Natale nell'aria -Christmas is in the air e.....












scatti in   grandangolo macro Oting 58-52 S HD conversion sulla Canon Ottiche  EFS 18-55 



lunedì 1 dicembre 2014

Canon EF 75-300mm f/4-5.6 III USM +EOS 1200D discover

Canon EF 75-300mm f/4-5.6 III USM +EOS 1200D discover


Canon EF 75-300mm f/4-5.6 III USM
Un teleobiettivo zoom economico e compatto con messa a fuoco USM.

Uno dei teleobiettivi zoom più piccoli e leggeri della sua categoria, il modello EF 75-300 mm f/4-5,6 III USM  è ideale per i fotografi attenti al budget. Ottimo per sport, natura e ritratti.

Caratteristiche dettagliate
Teleobiettivo zoom leggero con USM
Il teleobiettivo zoom 4x più leggero della categoria. Ideale per sport, ritratti, natura, ecc. 
L'effetto teleobiettivo comprime la prospettiva e restringe la profondità di campo sfocando efficacemente lo sfondo. 
Con una lunghezza focale pari a 300 mm, consente di riempire l'inquadratura con un soggetto grande quanto una cartolina da una distanza di 1,5 metri.

Attacco obiettivo completamente elettronico
Un motore AF integrato offre prestazioni rapide per la messa fuoco automatica. Il diaframma elettromagnetico dell'obiettivo garantisce 
un controllo incredibilmente preciso della posizione dell'apertura.

Rivestimenti Super Spectra

I rivestimenti Super Spectra garantiscono un bilanciamento del colore preciso e ottimizzano il contrasto.
 Riducono anche i bagliori e gli effetti fantasma, un problema comune causato dalla luce che si riflette sul sensore della fotocamera.

Messa a fuoco ultrasonica
Il motore ultrasonico offre una messa a fuoco automatica in tempi ridottissimi e con la massima silenziosità.
 L’eccellente solidità della coppia assicura che il punto di messa a fuoco sia raggiunto senza essere oltrepassato.

Esperimento (primi scatti con)  Ottica Canon 75-300 su EOS 1200D 




Link Canon 

EOS 1200D discover/
Facile da utilizzare grazie all'app Guida Canon EOS


EOS Companion
Scattare con una reflex digitale deve essere un'operazione semplice. Oltre alla Guida alle funzioni integrata di EOS 1200D, 
che spiega le funzioni della fotocamera con un linguaggio semplice e immediato, è stata creata Guida Canon EOS, 
un'app per smartphone che spiega i concetti base della fotografia e come iniziare a scattare con la tua nuova EOS.

Utilizza l'applicazione Guida Canon EOS per scoprire le funzioni e funzionalità della tua fotocamera, scopri nuovi trucchi e
 impara ad affrontare situazioni di scatto non convenzionali.
Scatta con le giuste impostazioni utilizzando la modalità Scena Smart Auto
Quando componi una fotografia con EOS 1200D, la fotocamera analizza la scena cercando luminosità, colore e la presenza 
di movimenti e volti. Queste informazioni vengono poi utilizzate per selezionare le impostazioni più appropriate per la scena, 
sia essa un paesaggio dettagliato o un'azione veloce.

Home Canon 1200 D/discover   Android apps per smartphone 


Download  apps per iMac Apple  

 l'effetto OIL #paintoil de   #Cs6 #Photoshop  stile fumetto 



lunedì 27 ottobre 2014

Santuario di Maria Madre del Salvatore [Madonna dei Cappuccini Casalpusterlengo - Lodi]

Santuario di Maria Madre del Salvatore [Madonna dei Cappuccini Casalpusterlengo Lodi ]



E comunemente denominato santuario della Madonna dei Cappuccini. 
Lega le sue origini ad un’antica chiesa dedicata a San Salvario, 
dedizione popolare di S. Salvatore, eretta dove oggi sorgono il santuario e il convento.
 Nel XV secolo la chiesa venne ornata da una statua in terracotta raffigurante la Madonna col Bambino Gesù
 e da quel momento divenne un santuario mariano. 
Nel 1574 vennero chiamati i Cappuccini ad officiare e a custodire questo luogo sacro e le esigenze devozionali
 della crescente comunità fecero si che si decise di costruire un convento ed un nuovo santuario consacrato nel 1624.
Referente: Maninetti Padre Vitale
A l'interno del Chiostro della Madonna dei Cappuccini Padre Mariano Brignoli

Indirizzo: Piazza Cappuccini, 2

Telefono: 0377/84880 
Città: Casalpusterlengo - Lodi






Shrine of Mary, Mother of the Saviour [Mdonna Capuchin] 

It is commonly referred to as the sanctuary of the Madonna dei Cappuccini. 
League its origins to an ancient church dedicated to St. Salvario 
popular devotion of the Holy Saviour, built where today the sanctuary and monastery. 
  In the fifteenth century the church was decorated with a terracotta statue depicting the Madonna and Child Jesus 
  and from that moment became a shrine. 
In 1574, the Capuchins were called to officiate and to keep this place sacred and devotional needs 
  the growing community made ??that it was decided to build a convent and a new sanctuary was consecrated in 1624. 




Il grande trono in marmo e alabastro a l'interno delle Chiesa

The large throne in marble and alabaster within the Church

Address: Piazza Cappuccini, 2 

Phone: 0377/84880 
City: Casalpusterlengo - Lodi



 Veduta da l'alto del Santuario High Angle View of the Sanctuary

venerdì 24 ottobre 2014

margherita -Daisy

margherita 

Stasera sei seduto tra i miei pensieri come una margherita 
Ma in primo luogo, si deve  essere colto in un campo 
Il campo di un linguaggio non detto 
Ma lasciate questo momento per  ultimo, come se il domani è il giorno e sarete pizzicate 
E il giorno in cui sarete pizzicate sarà a causa della mia mano 
Ma, come adesso, lascia che il vento ti porti dove devi andare 
dolce Daisy 

Poesia lirica da Ciao poesia


Daisy

Tonight you're sitting amongst my thoughts as a Daisy
But first, you have yet to be plucked from the field
The field of an unspoken language
But let this moment last, as if tomorrow is the day you will be plucked
And the day you will be plucked it will be the cause of my hand
But as of right now, let the wind take you where you need to go
Sweet Daisy

Liric poetry  from Hello poetry


venerdì 17 ottobre 2014

Pane fatto in casa :biologico e vegano (per tutti i palati) e pasta madre

Pane fatto in casa :biologico e vegano (per tutti i palati) e pasta madre


Ecco gli ingredienti  base per preparare il pane biologico in casa:
500 gr di farina biologica
300-350 gr di acqua (variabile a seconda del tipo di farina)
15 gr di lievito di birra (equivale a 2/3 di panetto da 25 gr)
10 gr di sale (un cucchiaino raso)

I 500 gr di farina biologica possono variare con farine integrali,di farro, o farine di grano duro
Evito,personalemnte, tutte le farine bianche di tipo "0 o 00" prive di qualunque principio alimentare perché eccessivamente raffinate Le quali, in digestione , si trasformano in puro zucchero e null'altro Da qui (specie per i diabetici) picchi eccessivi sul controllo glicemico

Potete variare (per esempio) con farina integrale di grano tenero:
500 gr di farina integrale
300 ml di acqua
15 gr di lievito di birra
sale quanto basta (mezzo cucchiaino)



Per un pane particolare (anche per biscotti o muffin o pasta bianca tipo pizza)
500 GR DI FARINE VARIE COME
 farina di grano duro (250 gr)
250 gr di farina di kamut +  2 cucchiai abbondanti di  di farina 
di canpa sativa
Per impasti da kg raddoppiare le dosi elencate

ESECUZIONE
Mettete in un grande contenitore  la farina, l’acqua tiepida nella quale avrete sciolto il lievito sbriciolato
Cominciate a lavorare l’impasto con un cucchiaio di legno fino a che non comincia a diventare omogeneo. Aggiungete il sale e fatelo sciogliere nell’impasto. Potete aggiungere il sale anche prima, 
l’importante è che non venga a contatto con il lievito, quindi trasferite l’impasto su un piano di lavoro stabile e infarinato.

(abbiate l'accortezza di infarinare il tavolo con farina integrale)

Dovete impastare almeno per 15-20 minuti a seconda della forza che ci mettete. A un certo punto sentirete che l’impasto cambia consistenza, divenendo più morbido e lavorabile, elastico e malleabile.
La quantità di acqua assorbita dalla farina è variabile, durante le prime fasi dell’impastamento dovrete aggiungere acqua, poca alla volta, se vi sembra troppo secco e duro, regolandovi in base alla consistenza che sentite sotto le mani. L’impasto non deve risultare appiccicoso.
Una corretta lievitazione per il pane fatto in casa necessita di una temperatura di 25° con l’80-90% di umidità. La temperatura è facilmente raggiungibile in casa, basta mettere l’impasto in un luogo caldo, per esempio vicino a un termosifone.

Lasciate lievitare per 2 ore e mezza o 3 ore, successivamente estraete l’impasto, stendetelo sul piano di lavoro e schiacciatelo
 con le mani fino a fargli assumere una forma rettangolare. quindi disponetelo sulla teglia del forno infarinata oppure, se preferite,
su un foglio di carta da forno infarinata, cospargetelo di farina in superficie e praticate due tagli in diagonale con un coltello da cucina. Rimettete la forma in forno per l’ultima lievitazione di 45-60 minuti.

Trascorsi gli ultimi 45-60 MINUTI  accendete il forno, non ventilato, a 180-200°. 
Il tempo di cottura, dipende dal forno che avete. Cominciate a controllare dopo 30-35 minuti. (il classico stuzzicadenti vi sarà d'aiuto)
Quando estrarrete il pane fatto in casa dal forno avrà una crosta molto dura,  non vi preoccupate: mettete il  pane fatto in contenitore aperto e ponetelo  sulla griglia del forno a riposare, in modo tale che possa prendere aria da tutti i lati.
L’umidità presente all'interno del pane fuoriuscirà  gradualmente, ammorbidendo in questo modo la crosta. 
Attendete almeno 15-20 minuti prima di tagliare il pane, altrimenti l’eccessiva umidità tenderà a far rompere la mollica durante il taglio. Se la crosta rimane troppo dura,  avvolgete il pane dentro un canovaccio .Trattenendo l’umidità ammorbidirà anche la crosta.

Le stesse dosi,pur lavorando ulteriormente gli impasti, sono fruibili per focacce,pizze bianche integrali,piccoli panini 
Potete guarnire il pane o le focacce con semi di canapa o altro genere di semi ,farro,sesamo etc

Per chi preferisce (all'uso del lievito di birra per la lievitazione de l'impasto) LA PASTA MADRE - QUI - la ricetta per realizzarla

Un ottimo accompagnamento a pane ,pizze bianche o panini?
Un gustoso piatto di verdure miste o polpettine di ceci e farro....alla prossima volta;)



giovedì 9 ottobre 2014

RISOTTO ALLE VERDURE -RISOTTO WITH VEGETABLES [Still life photo]

RISOTTO ALLE VERDURE


Per preparare il risotto alle verdure per prima cosa occupatevi di pulire e mondare tutte le verdure: tagliatele a brunoise (ovvero a cubetti molto piccoli) 
 Abbiate cura di tagliare tutte le verdure della stessa dimensione in questo modo la cottura sarà uniforme. Una volta completata l'operazione, mettete le verdure da parte 

Tagliate a spicchi i pomodorini, metteteli in una ciotola e aggiungete un cucchiaino di zucchero , in modo che perdano l'acidità. Tritate la cipolla , e una metà mettetela ad appassire a fuoco bassissimo  in una padella capiente insieme a tre cucchiai d'olio e al burro 
(Per me vegano BIO Un esempio è questo QUI ),
 per fare in modo che la cipolla non bruci in questa fase potete aggiungere un mestolo di brodo 

Quando la cipolla sarà diventata trasparente ( circa 10 minuti fuoco lento ,meno a fuoco vivo)versate in padella tutta la verdura tagliata a cubetti: le zucchine, metà carota , i cubetti di melanzane, i piselli e i peperoni 
 e i peperoni  Salate e pepate e lasciate cuocere le verdure per cira 15 minuti, le verdure dovranno risultare morbide ma non sfatte.

In un'altra padella fate soffriggere nell'olio rimanente un trito preparato con la costa di sedano, l'altra metà della cipolla e della carota
Anche in questo caso lasciate andare a fuoco basso per circa 10 minuti, per non rischiare che il soffritto bruci potete  aggiungere anche in questo caso un mestolo di brodo. Quindi unite il riso e fatelo tostare insieme al soffritto 
 Aggiungete un bicchiere di vino bianco da tavola  e lasciate evaporare.

Quando quest'ultimo sarà evaporato, aggiungete un mestolo di brodo e lasciate cuocere aggiungendo un mestolo di brodo di tanto in tanto rigirando continuamente con un cucchiaio di legno. Quando il riso sarà giunto a metà cottura salate e aggiungete le verdure che ormai saranno cotte e continuate a cuocere il riso sempre aggiungendo un mestolo di brodo di tanto in tanto.
 Quando il riso sarà cotto, aggiungete anche i pomodorini , amalgamate bene tutto e spegnete il fuoco.

A questo punto potete procedere alla mantecatura del risotto, spegnete il fuoco e aggiungete il burro (per me sempre VEGANO e BIO come da link sopra ) il prezzemolo tritato e aggiungete una macinata di pepe macinato fresco, date l'ultima mescolata e il vostro risotto alle verdure  è pronto per la vostra tavola!


RISOTTO WITH VEGETABLES 

To prepare the risotto with vegetables first attend to clean and wash away all the vegetables:  cut into brunoise (or into very small cubes) 
  Take care to cut all the vegetables of the same size in this way the cooking will be uniform. Once completed, put the vegetables by 

Cut the tomatoes into wedges and place in a bowl and add a teaspoon of sugar, so that they lose acidity. Chop the onion, and a half put it to dry on a low heat in a large skillet with three tablespoons of olive oil and butter  (For me vegan BIO An example HERE  ) to do so that the onion does not burn in this phase can add a ladle of broth 


When the onion becomes transparent (about 10 minutes over low heat, less heat), pour into the pan all the diced vegetables: zucchini, half carrot, diced eggplant, peas and peppers 
  and peppers with salt and pepper and cook the vegetables for cira 15 minutes, the vegetables should be soft but not unmade. 

In another pan fry in oil prepared with the remaining chopped celery, the other half of the onion and the carrot 
Also in this case let go on a low heat for about 10 minutes, not to risk that the fried burns can add also in this case a ladle of broth. Then add the rice and toast along with the fried 
  Add a glass of white table wine and let it evaporate. 


When it has evaporated, add a ladle of broth and simmer, adding a ladle of broth occasionally stirring constantly with a wooden spoon. When the rice is half cooked coupling salt and add the vegetables that will be cooked by now and continue to cook the rice always adding a ladle of broth from time to time.  When the rice is cooked, add the tomatoes also, mix everything well and turn off the heat. 

At this point you can proceed to the creaming of the risotto, turn off the heat and add the butter (for me and always VEGAN BIO),
 add the chopped parsley and a pinch of freshly ground pepper, the last date and your mixed vegetable  risotto is ready for your table!

giovedì 25 settembre 2014

Il dolore per una madre - The pain of a mother Opera in dedica a mia madre Grathiamaria Simonetti

Il dolore per una madre - The pain of a mother

Opera artistica rappresentata by Grathiamaria Simonetti, 
mia madre 
Artwork represented by Grathiamaria Simonetti, 
my mother


 La morte della madre non è paragonabile alla morte dell’uomo che amavi: è l’anticipo della tua morte  Perché è la morte della creatura che ti ha concepito, portato dentro il ventre, regalato la vita E' la tua carne è la sua carne, il tuo sangue è il suo sangue, il tuo corpo è un’estensione del suo corpo: nell'attimo in cui muore, muore fisicamente una parte di te o il principio di te, né serve che il cordone ombelicale sia stato tagliato per separarvi

Per rinviar quella morte che era un anticipo della mia morte, dunque mi tenevo sveglia. Per tenermi sveglia la tenevo sveglia e parlavo, parlavo. Le raccontavo ciò che non le avevo mai raccontato e non avrei mai raccontato a nessuno,  le mie ferite, i miei rimpianti, i miei dubbi, prezioso fardello tuttavia giacché era esso stesso vita,  le dicevo che malgrado quelle ferite e quei rimpianti e quei dubbi mi piaceva tanto la vita, ero così contenta d’esser nata, e la ringraziavo in ginocchio d’avermi partorito.
Perfino se non avesse fatto altre cose buone nella sua bontà, nella sua generosità, l’avermi regalato la vita sarebbe stato per me sufficiente a giustificar la sua vita.
E io speravo che questa mia gratitudine la ripagasse di ogni dispiacere che potevo averle dato.
Per rispondermi che la rendevo felice, fiera del bellissimo gesto che aveva compiuto, lei mi stringeva con forza le dita e mi spalancava  addosso gli occhi nocciola.
Poi, quando veniva mio padre, me lo indicava con l’indice e con un sorriso: quasi a ricordarmi che il dono veniva anche da lui.
La settima notte crollai e di colpo caddi in un sonno esausto da cui emersi scrollata dall'infermiera che strillava in preda al panico: 
«Si svegli, si svegli! ».
Mia madre non respirava quasi più e i suoi occhi improvvisamente celesti fissavano già il nulla.
Se ne andò tra le mie braccia, come un uccellino intirizzito dal freddo, e per condurla al cimitero uscii finalmente di casa notando  che le strade erano ancora strade, che la gente era ancora la gente.
Ma la cosa non mi tentò e subito rientrai nel mio tunnel trasformando l’esilio in prigione.
Scomparsa lei che mi strappava al tavolino e mi induceva a scender le scale, attraversare il salone con l’orologio,entrare nella camera ora chiusa a chiave ed evitata da tutti, non avevo più motivo di lasciare la stanza con la mezza finestra aperta sul campo di ulivi.
E mentre il fantasma dimenticato per sei giorni e sei notti riprendeva possesso della mia esistenza, mentre il mio cervello tornava ad essere  un muscolo da usare esclusivamente in funzione del libro che stavo scrivendo, la stanza divenne una cella sopra il pero che sbocciava in una nuvola di fiori bianchi sicché doveva esser giunta la primavera, poi grondava di nuovo pere sicché doveva esser giunta un’altra estate, poi ingialliva di nuovo le foglie sicché doveva esser giunto un altro autunno, poi le perdeva di nuovo denudandosi in mezzo alla neve sicché doveva esser giunto un altro inverno, poi sbocciava una seconda volta in una nuvola di fiori bianchi sicché doveva esser giunta un’altra primavera che presto sarebbe scivolata in una terza estate e in un terzo autunno e in un terzo inverno.
Il mondo, una memoria sempre più lontana.
[...] D’un tratto nel buio del tunnel apparve uno spiraglio di luce, e filtrò attraverso il sipario della mia cecità per portarmi la nostalgia del mondo che avevo sepolto con le due persone amate.
Questo avvenne, credo, nel periodo in cui il pero sbocciò per la terza volta e il romanzo si avviò verso le ultime pagine.
A ogni pagina, un risorgere di curiosità per gli avvenimenti che il mio delirio aveva ignorato, un bisogno di cancellare anche il ricordo di quel delirio,un’impazienza di tornare ai viaggi, alle avventure, alle scoperte, insomma alla vita di un tempo.
Allora la cella in cui m’ero rinchiusa diventò insopportabile, l’eco dell’orologio che ogni sessanta minuti ripeteva i rintocchi della Big Ben diventò un incubo anzi una tortura.
Con l’ira del prigioniero che s’avventa contro il suo carceriere, scesi nel salone e ne fermai il meccanismo.
Poi raccolsi il mio lavoro, mi trasferii in un’altra ala della casa, mi sistemai in un’ampia stanza piena di finestre.
L’indomani ripresi a leggere i giornali, a guardare la TV, rispondere a telefono, uscii addirittura in giardino spingendomi
 fino alla piscina dove per due estati non m’ero mai tuffata, non avevo mai goduto un filo di sole.
Mio padre stava strappando le erbacce che erano cresciute sui bordi.
Sollevò la testa, mi avvolse in un’occhiata incredula, esclamò: «Redivivi te salutant!».
Ed io scoppiai in una risata il cui suono mi spaventò: durante tutti quegli anni trascorsi in compagnia di un fantasma e d’un silenzio che parlava soltanto di morte, avevo perfino dimenticato come si fa a ridere ed era la prima volta che udivo me stessa ridere.
Qualche settimana dopo il libro era finito e volavo a New York per affacciarmi all'uscita del tunnel con la riluttanza di un prigioniero rimasto troppo a lungo nell'oscurità.
Che farne di tanto spazio, tanta luce? In che modo riprendere le abitudini perdute, le esperienze interrotte, l’esistenza di prima? 
Un libro appena finito, oltretutto, non restituisce alla libertà che ti tolse il giorno in cui lo concepisti.
Come un figlio appena nato va guidato, nutrito, difeso dalle insidie, dalle perfidie, e a ciascun passo questo ti riconduce ai tormenti  che ti divoravano mentre lo scrivevi.
Insomma, sapevo bene che la sua pubblicazione m’avrebbe avviluppato in una nuova schiavitù e che avrebbe resuscitato il fantasma  da cui ero stata rubata a mia madre quando essa aveva bisogno di me.
  Brano tratto da una lettura di   #orianafallaci   nel 1980 di fronte agli studenti del Columbia College di Chicago Io e il fantasma di Alekos L'amore, il dolore, la scrittura: i miei tre inverni nel tunnel Racconto di Oriana Fallaci  (QUI  )

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